received anonymously (translation):

"One night in late January we decided to hit a dog training center run by hunters in the Province of Rome. This center is very large; at its core is the house of the huntsman/manager, who keeps birds in special huts and wild boar in a semi-wild state in a large, wooded, fenced area. Our intention was to release as many birds as possible, but we soon realized that this was impossible: the shed where the birds were held captive was right next to the house and the only way to get there was to pass in front of the kennel, and in fact hunting dogs soon began to bark, forcing us to retrace our steps.
So we implemented plan B, certainly less effective but hopefully still useful: with the shears we cut dozens of holes along a few hundred meters of the fence. These holes, which open on a stretch of woods and which will be difficult for a human being to notice any time soon, offer an opportunity for the wild boar to escape.

With this gesture, we want to reiterate the importance of direct action. Animal and Earth liberation are not slogans on t-shirts or a philosophical debate.
Animal and Earth liberation are a stone that breaks the glass of a truck used to transport animals, a knife that pierces the tires of a farmer's car, bolt cutters that breaks padlocks and cuts barbed wire.

Solidarity with all prisoners starting with Kevin Olliff"

Italian:
"Una notte di fine gennaio abbiamo deciso di colpire un centro di addestramento cani gestito da cacciatori in provincia di Roma. Questo centro è molto grande, al suo interno c'è la casa del gestore/cacciatore, che alleva uccelli in appositi capanni e cinghiali allo stato semibrado in un vasto territorio boscoso recintato. La nostra intenzione era quella di liberare più volatili possibile, ma ci siamo ben presto resi conto che era impossibile: il capanno dove erano tenuti prigionieri gli uccelli era proprio a fianco della casa e per arrivarci l'unico modo era passare di fronte al canile, ed in effetti ben presto i cani da caccia hanno iniziato ad abbaiare, costringendoci a tornare sui nostri passi.
Abbiamo così messo in atto il piano B, sicuramente meno efficace ma speriamo comunque utile: con le cesoie abbiamo aperto decine di buchi lungo un centinaio di metri di recinzione. Questi buchi, aperti in un tratto boscoso e di cui è difficile che un essere umano se ne accorga in tempi brevi, offriranno ai cinghiali un'opportunità di fuga.

Con questo gesto vogliamo ribadire l'importanza dell'azione diretta. La liberazione animale e della Terra non sono slogan da scrivere sulle magliette né un dibattito filosofico.
La liberazione animale e della Terra sono un sasso che infrange il vetro di un camion di trasporto animali, una lama che squarcia la gomma della macchina di un allevatore, un tronchese che rompe lucchetti e fili spinati.

Solidarietà a tutti i prigionieri a cominciare da Kevin Olliff"